| 1. LA CANTORIA
La cantoria d’organo è attualmente
collocata nell’area absidale della chiesa
della Santissima Annunziata di Leverano (Le).
L’antico complesso della macchina d’organo
fu qui eretto, sul coro seicentesco, reso mutilo
delle parti angolari degli scranni, come attestato
dalla presenza di numerosi pezzi lignei intagliati,
ritrovati, come pezzi erratici o nascosti, nella
carpenteria.
Prima dell’intervento si presentava impraticabile
per effetto della sua compromissione per inserimenti
sconnessi di inserti in legno e lamiere.
L’intervento eseguito ha riguardato preliminarmente
il consolidamento strutturale del tavolato e si
è concluso con il restauro conservativo
del parapetto.
2. DESCRIZIONE
La cantoria, di manifattura lignea, si presenta
come elemento autonomo ancorato alla struttura
architettonica della chiesa. Vi si accede attraverso
una scala lignea a due rampanti. La pianta della
cantoria è costituita da un rettangolo
che sul lato lungo rivolto verso la navata centrale
si dilata seguendo la forma mistilinea della balaustra.
Questa risulta suddivisa in tredici riquadri raffiguranti
motivi floreali e vegetali che si ripetono specularmente.
Essi sono realizzati con la tecnica dell’incisione.
Nel riquadro centrale è rappresentato un
rosone a undici punte. Gli interventi eseguiti,
che si illustrano nei successivi paragrafi 3 e
4, hanno riguardato il consolidamento della cantoria
e il restauro del parapetto.
3. L’INTERVENTO
DI CONSOLIDAMENTO
L’intervento si è sviluppato e realizzato
in fasi successive a causa della complessità
dei molteplici parametri di valutazione inerenti
la caratterizzazione tipologica degli elementi
strutturali:
• la carpenteria lignea della struttura
• la scala lignea di accesso
• la base della cassa d’organo
• il tavolato
Ogni valutazione preventiva e, successivamente,
ogni decisione sulle modalità di esecuzione
degli interventi, è stata assunta in coerenza
con il documento UNI 11138 Beni culturali.
Manufatti lignei. Strutture portanti degli edifici.
Criteri per la valutazione preventiva, la progettazione
e l’esecuzione di interventi elaborato
in sede di Commissione UNI-CNR Beni Culturali
– Normal: Gruppo di Lavoro 20 “Legno
e derivati”.
La carpenteria
Il piano di calpestio della cantoria è
costituito da un solaio piano in legno con trave
maestra dimensioni mm.130*160 e travature secondarie
non continue posate in modo alternato nelle dimensioni
di circa mm. 65/65 e 130/160. Il dissesto del
tavolato superiore, caratterizzato dalla marcescenza
del legno, dallo sfibramento e dalla deformazione
delle tavole, ha richiesto la verifica della resistenza
strutturale al peso proprio della carpenteria
e ai carichi accidentali. Detta verifica è
stata effettuata con notevole difficoltà
in quanto la parte estradossate visibile parzialmente
dai vacui lasciati a ridosso del coro corrisponde
in alcuni tratti a un secondo livello di tavolato
parallelo a quello superiore. Pertanto si è
proceduto a rimuovere gli inserti di lamiere posti
per chiudere le lacune del legno degradato, procedendo
gradatamente per cantieri alternati allo smontaggio
delle tavole deformate e alla successiva rimozione
delle chiodature presenti nel verso dello spessore.
Data la carenza dell’orditura secondaria
nella parte terminale e centrale della cantoria,
si è proceduto alla reintegrazione con
travetti di abete dimensioni mm. 70/70, opportunamente
sottoposti a preventivo trattamento antitarlo.
Ogni travicello è stato collegato alla
trave maestra secondo le tecniche rinvenute e
ancorato alla muratura mediante incastro in alloggio
opportunamente impermeabilizzato con catrame.
Ogni travicello è stato dimensionato nella
lunghezza, nell’interasse e nella connessione
successivamente alla verifica delle condizioni
locali dopo la rimozione delle tavole di calpestio.
L’intervento di rinforzo della carpenteria
si è concluso con la verifica ed impermeabilizzazione
degli ancoraggi di tutte le travi alla muratura.
La scala
L’intervento sulla scala, successivo a quello
sulla carpenteria lignea, è consistito
nella rimozione, dapprima, delle lamiere apposte
a chiusura delle alzate e, in seguito, nella paziente
integrazione e ricostruzione con tavole lignee
delle alzate. Questa attività, non prevista,
è stata effettuata per ragioni pratiche,
al fine di evitare la perdita di oggetti: spartiti,
penne etc., che casualmente possono sfuggire dalle
mani durante la salita o discesa della scaletta,
cadendo rovinosamente nella parte posteriore del
coro ove sono difficilmente recuperabili per l’angustia
derivante da ristrettezza del luogo. Le operazioni
sono state sempre portate avanti parallelamente
alle operazioni di consolidamento e di disinfestazione
del legno.
La base della
cassa d’organo
La base della cassa d’organo è composta
di un semplice telaio costituito da due mensole
con traverso incastrato alla muratura avente analoga
dimensione della trave maestra 130/160. Il telaio
sormonta il frontone dello scranno centrale del
coro ligneo del quale interrompe la cornice. Sui
traversi, all’attacco con la parete, erano
disposte due tavole lignee che coprivano il vacuo
dietro la cassa dell’organo. Su richiesta
verbale della ditta organaria, queste tavole sono
state integrate ad altre nuove, tagliate su misura,
per creare un assito continuo utile all’appoggio
della cassa lignea dell’organo. Della base
fa parte una pedana amovibile che funge da appoggio
dello sgabello dell’organista. Come la base,
anche questa pedana è formata da un telaio
che utilizza spezzoni della medesima trave maestra
trovata nella carpenteria ed è caratterizzata
da un assito di tavole lignee di riutilizzazione
che nel verso presentano una decorazione floreale
policroma a tinte cangianti nei toni dell’azzurro
e dell’ocra.
Il tavolato
di calpestio
L’ultima fase dell’intervento ha riguardato
il ripristino strutturale di tipo estetico del
tavolato. Le fenditure ed i fori aperti sono stati
chiusi con la tecnica dell’intarsio mediante
la formazione di filettini, talvolta anche millimetrici,
inseriti lungo lo spessore del tavolato o la formazione
di inserti sagomati nella forma geometrica richiesta
caso per caso. Il legno nuovo, come per i travetti
e le alzate dei gradini della scala, è
stato sottoposto a preventivo trattamento antitarlo.
Il risultato finale, dopo la mordensatura, eseguita
localmente sulle sole parti nuove oggetto di integrazione
al fine di evitare l’alterazione cromatica
del tavolato di impianto originario, è
stato il ripristino dell’omogeneità
del piano di calpestio.
4. L’INTERVENTO
DI RESTAURO
Prima del restauro, il parapetto appariva stilisticamente
omogeneo. Il restauro di quest’ultimo ha,
invece, rivelato l’estraneità temporale
e stilistica delle parti terminali all’attacco
con il paramento murario dell’abside della
chiesa che sono risultate in legno decorato a
olio direttamente su legno e non in legno gessato
e decorato a olio o ad argento a guazzo come la
parte centrale e più recenti, collocabili
agli ultimi anni del sec. XIX. Il manufatto in
parola è solidale alla struttura del tavolato
tramite ancoraggi di chiodatura. Prima del restauro
si presentava interamente ridipinto a diverse
colorazioni bianche per le modanature e nocciola
per le specchiature. I primi saggi di indagine
hanno reso possibile le prime considerazioni oggettive
sulle sovrapposizioni pittoriche e sulla cronotipologia
alla fine delle quali si è compresa la
sequenza delle fasi costruttive o tipologico –
formali dell’opera. Gli strati osservati
vengono di seguito riassunti dal più profondo
al più superficiale con l’ordine
di sintesi che ha guidato il processo di restauro
del manufatto.
Fondo
a) ammanitura di gesso e colla con bassa percentuale
di colore bianco a olio sul supporto ligneo
b) colorazione a olio
c) strato a olio color nocciola scuro
d) colorazione a ducotone color bianco
Il fondo presenta ai lati dei pannelli due inserti
con decorazione in argento a guazzo raffigurante
motivi floreali, analoghi a quelli che decorano
le candelabre della cassa d’organo.
Specchiature
a) ammanitura di gesso e colla con bassa percentuale
di colore bianco a olio sul supporto ligneo
b) strato di cementite di colore avorio
c) colorazione a olio con decorazione coeva stilisticamente
analoga a quella dei pannelli laterali, a motivi
vegetali soprammessa alla decorazione incisa che
caratterizza lo strato originale
d) superficie smaltata opaca di colore nocciola
scuro
e) colorazione a ducotone color beige.
Pannelli posticci
a) colorazione a olio con decorazione coeva stilisticamente
ai pannelli laterali applicata direttamente su
legno.
b) superficie smaltata opaca nocciola scuro
c) colorazione a ducotone color beige.
Il progredire della pulitura ha perfezionato i
criteri guida alla base dell’intervento
di restauro. Lo stato di conservazione della superficie
originale è apparso subito fortemente compromesso
da alterazione cromatica per imbrunitura dovuta
a massive concentrazioni di depositi di sostanze
grasse: olio di lino cotto e colle organiche.
La causa principale di detta alterazione è
da imputarsi alla caratterizzazione chimica degli
strati soprammessi costituiti da sostanze oleose
compromesse dallo strato impermeabile del ducotone.
L’impossibilità di recuperare la
cromia originale, per irreversibilità delle
suddette sostanze, ha consigliato la scelta cromatica
consistente nel ritocco a base di pigmento bianco
di zinco legato con resina acrilica (Acril33)
diluito con acqua distillata ed eseguito a rigatino
in zone fortemente accentuate sulla colorazione
bruna e nella protezione con equilibratura sulle
zone piane con velature dello stesso pigmento
legato con vernice retoucher. Questa
esecuzione è stata realizzata per dare
trasparenza alla superficie originale scompensata.
Le fenditure, trovate giuntate sulla superficie
frontale da garze, sono state chiuse con inserti
in legno, preventivamente sottoposti a trattamento
antitarlo e/o stuccate con gesso di Bologna e
collante a base di Acril 33 al fine di neutralizzare
gli effetti tensio - igrometrici. Le parti scorniciate
mancanti sono state integrate con pezzi analogamente
scorniciati a mano. Le cornici dei pannelli terminali
sono state integrate con leggera velatura di argento
in polvere 1000/1000 legato con vernice retoucher.
La superficie argentea originale è costituita
da un’imprimitura e successivamente da un
leggero strato di bolo rosso su cui erano stese
le foglie in argento con la tecnica del guazzo
e poi brunite. Questa tecnica sicuramente era
predisposta per una vernice a mecca che non è
stata più ritrovata. L’intervento
di ripristino di tale scelta cromatica è
consistito nella simulazione della mecca originale
mediante sovrapposizione all’argento con
un leggero strato di vernice retoucher
colorata con pigmento ocra. Questa scelta è
stata valutata per rafforzare il principio della
reversibilità.
5. PRESCRIZIONI
MANUTENTIVE
Si suggerisce di manutenere il bene attraverso
semplice operazione di spolveratura con pennellesse
morbide o eventualmente aspiratore a bassa potenza
della polvere e/o altre impurità come lo
sfarinamento della tinteggiatura che cade dalla
volta. Fino al restauro del coro si suggerisce
trattamento antitarlo annuale.
[1] Il restauro della
cantoria, affidato alla Sant’Anna Restauri
s.r.l., si è concluso nel dicembre 2009
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1. La
cantoria prima dell'intervento
2 - La cantoria in corso di restauro
3 - 6. La cantoria restaurata |
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