.:. CHIESE

Anna Bolognese
IL RESTAURO DELLA CANTORIA D’ORGANO
CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA

Leverano
[1]

1. LA CANTORIA
La cantoria d’organo è attualmente collocata nell’area absidale della chiesa della Santissima Annunziata di Leverano (Le).
L’antico complesso della macchina d’organo fu qui eretto, sul coro seicentesco, reso mutilo delle parti angolari degli scranni, come attestato dalla presenza di numerosi pezzi lignei intagliati, ritrovati, come pezzi erratici o nascosti, nella carpenteria.
Prima dell’intervento si presentava impraticabile per effetto della sua compromissione per inserimenti sconnessi di inserti in legno e lamiere.
L’intervento eseguito ha riguardato preliminarmente il consolidamento strutturale del tavolato e si è concluso con il restauro conservativo del parapetto.

2. DESCRIZIONE
La cantoria, di manifattura lignea, si presenta come elemento autonomo ancorato alla struttura architettonica della chiesa. Vi si accede attraverso una scala lignea a due rampanti. La pianta della cantoria è costituita da un rettangolo che sul lato lungo rivolto verso la navata centrale si dilata seguendo la forma mistilinea della balaustra. Questa risulta suddivisa in tredici riquadri raffiguranti motivi floreali e vegetali che si ripetono specularmente. Essi sono realizzati con la tecnica dell’incisione. Nel riquadro centrale è rappresentato un rosone a undici punte. Gli interventi eseguiti, che si illustrano nei successivi paragrafi 3 e 4, hanno riguardato il consolidamento della cantoria e il restauro del parapetto.

3. L’INTERVENTO DI CONSOLIDAMENTO
L’intervento si è sviluppato e realizzato in fasi successive a causa della complessità dei molteplici parametri di valutazione inerenti la caratterizzazione tipologica degli elementi strutturali:
• la carpenteria lignea della struttura
• la scala lignea di accesso
• la base della cassa d’organo
• il tavolato
Ogni valutazione preventiva e, successivamente, ogni decisione sulle modalità di esecuzione degli interventi, è stata assunta in coerenza con il documento UNI 11138 Beni culturali. Manufatti lignei. Strutture portanti degli edifici. Criteri per la valutazione preventiva, la progettazione e l’esecuzione di interventi elaborato in sede di Commissione UNI-CNR Beni Culturali – Normal: Gruppo di Lavoro 20 “Legno e derivati”.

La carpenteria
Il piano di calpestio della cantoria è costituito da un solaio piano in legno con trave maestra dimensioni mm.130*160 e travature secondarie non continue posate in modo alternato nelle dimensioni di circa mm. 65/65 e 130/160. Il dissesto del tavolato superiore, caratterizzato dalla marcescenza del legno, dallo sfibramento e dalla deformazione delle tavole, ha richiesto la verifica della resistenza strutturale al peso proprio della carpenteria e ai carichi accidentali. Detta verifica è stata effettuata con notevole difficoltà in quanto la parte estradossate visibile parzialmente dai vacui lasciati a ridosso del coro corrisponde in alcuni tratti a un secondo livello di tavolato parallelo a quello superiore. Pertanto si è proceduto a rimuovere gli inserti di lamiere posti per chiudere le lacune del legno degradato, procedendo gradatamente per cantieri alternati allo smontaggio delle tavole deformate e alla successiva rimozione delle chiodature presenti nel verso dello spessore. Data la carenza dell’orditura secondaria nella parte terminale e centrale della cantoria, si è proceduto alla reintegrazione con travetti di abete dimensioni mm. 70/70, opportunamente sottoposti a preventivo trattamento antitarlo. Ogni travicello è stato collegato alla trave maestra secondo le tecniche rinvenute e ancorato alla muratura mediante incastro in alloggio opportunamente impermeabilizzato con catrame. Ogni travicello è stato dimensionato nella lunghezza, nell’interasse e nella connessione successivamente alla verifica delle condizioni locali dopo la rimozione delle tavole di calpestio. L’intervento di rinforzo della carpenteria si è concluso con la verifica ed impermeabilizzazione degli ancoraggi di tutte le travi alla muratura.

La scala
L’intervento sulla scala, successivo a quello sulla carpenteria lignea, è consistito nella rimozione, dapprima, delle lamiere apposte a chiusura delle alzate e, in seguito, nella paziente integrazione e ricostruzione con tavole lignee delle alzate. Questa attività, non prevista, è stata effettuata per ragioni pratiche, al fine di evitare la perdita di oggetti: spartiti, penne etc., che casualmente possono sfuggire dalle mani durante la salita o discesa della scaletta, cadendo rovinosamente nella parte posteriore del coro ove sono difficilmente recuperabili per l’angustia derivante da ristrettezza del luogo. Le operazioni sono state sempre portate avanti parallelamente alle operazioni di consolidamento e di disinfestazione del legno.

La base della cassa d’organo
La base della cassa d’organo è composta di un semplice telaio costituito da due mensole con traverso incastrato alla muratura avente analoga dimensione della trave maestra 130/160. Il telaio sormonta il frontone dello scranno centrale del coro ligneo del quale interrompe la cornice. Sui traversi, all’attacco con la parete, erano disposte due tavole lignee che coprivano il vacuo dietro la cassa dell’organo. Su richiesta verbale della ditta organaria, queste tavole sono state integrate ad altre nuove, tagliate su misura, per creare un assito continuo utile all’appoggio della cassa lignea dell’organo. Della base fa parte una pedana amovibile che funge da appoggio dello sgabello dell’organista. Come la base, anche questa pedana è formata da un telaio che utilizza spezzoni della medesima trave maestra trovata nella carpenteria ed è caratterizzata da un assito di tavole lignee di riutilizzazione che nel verso presentano una decorazione floreale policroma a tinte cangianti nei toni dell’azzurro e dell’ocra.

Il tavolato di calpestio
L’ultima fase dell’intervento ha riguardato il ripristino strutturale di tipo estetico del tavolato. Le fenditure ed i fori aperti sono stati chiusi con la tecnica dell’intarsio mediante la formazione di filettini, talvolta anche millimetrici, inseriti lungo lo spessore del tavolato o la formazione di inserti sagomati nella forma geometrica richiesta caso per caso. Il legno nuovo, come per i travetti e le alzate dei gradini della scala, è stato sottoposto a preventivo trattamento antitarlo. Il risultato finale, dopo la mordensatura, eseguita localmente sulle sole parti nuove oggetto di integrazione al fine di evitare l’alterazione cromatica del tavolato di impianto originario, è stato il ripristino dell’omogeneità del piano di calpestio.

4. L’INTERVENTO DI RESTAURO
Prima del restauro, il parapetto appariva stilisticamente omogeneo. Il restauro di quest’ultimo ha, invece, rivelato l’estraneità temporale e stilistica delle parti terminali all’attacco con il paramento murario dell’abside della chiesa che sono risultate in legno decorato a olio direttamente su legno e non in legno gessato e decorato a olio o ad argento a guazzo come la parte centrale e più recenti, collocabili agli ultimi anni del sec. XIX. Il manufatto in parola è solidale alla struttura del tavolato tramite ancoraggi di chiodatura. Prima del restauro si presentava interamente ridipinto a diverse colorazioni bianche per le modanature e nocciola per le specchiature. I primi saggi di indagine hanno reso possibile le prime considerazioni oggettive sulle sovrapposizioni pittoriche e sulla cronotipologia alla fine delle quali si è compresa la sequenza delle fasi costruttive o tipologico – formali dell’opera. Gli strati osservati vengono di seguito riassunti dal più profondo al più superficiale con l’ordine di sintesi che ha guidato il processo di restauro del manufatto.

Fondo
a) ammanitura di gesso e colla con bassa percentuale di colore bianco a olio sul supporto ligneo
b) colorazione a olio
c) strato a olio color nocciola scuro
d) colorazione a ducotone color bianco
Il fondo presenta ai lati dei pannelli due inserti con decorazione in argento a guazzo raffigurante motivi floreali, analoghi a quelli che decorano le candelabre della cassa d’organo.

Specchiature
a) ammanitura di gesso e colla con bassa percentuale di colore bianco a olio sul supporto ligneo
b) strato di cementite di colore avorio
c) colorazione a olio con decorazione coeva stilisticamente analoga a quella dei pannelli laterali, a motivi vegetali soprammessa alla decorazione incisa che caratterizza lo strato originale
d) superficie smaltata opaca di colore nocciola scuro
e) colorazione a ducotone color beige.

Pannelli posticci
a) colorazione a olio con decorazione coeva stilisticamente ai pannelli laterali applicata direttamente su legno.
b) superficie smaltata opaca nocciola scuro
c) colorazione a ducotone color beige.
Il progredire della pulitura ha perfezionato i criteri guida alla base dell’intervento di restauro. Lo stato di conservazione della superficie originale è apparso subito fortemente compromesso da alterazione cromatica per imbrunitura dovuta a massive concentrazioni di depositi di sostanze grasse: olio di lino cotto e colle organiche. La causa principale di detta alterazione è da imputarsi alla caratterizzazione chimica degli strati soprammessi costituiti da sostanze oleose compromesse dallo strato impermeabile del ducotone. L’impossibilità di recuperare la cromia originale, per irreversibilità delle suddette sostanze, ha consigliato la scelta cromatica consistente nel ritocco a base di pigmento bianco di zinco legato con resina acrilica (Acril33) diluito con acqua distillata ed eseguito a rigatino in zone fortemente accentuate sulla colorazione bruna e nella protezione con equilibratura sulle zone piane con velature dello stesso pigmento legato con vernice retoucher. Questa esecuzione è stata realizzata per dare trasparenza alla superficie originale scompensata. Le fenditure, trovate giuntate sulla superficie frontale da garze, sono state chiuse con inserti in legno, preventivamente sottoposti a trattamento antitarlo e/o stuccate con gesso di Bologna e collante a base di Acril 33 al fine di neutralizzare gli effetti tensio - igrometrici. Le parti scorniciate mancanti sono state integrate con pezzi analogamente scorniciati a mano. Le cornici dei pannelli terminali sono state integrate con leggera velatura di argento in polvere 1000/1000 legato con vernice retoucher. La superficie argentea originale è costituita da un’imprimitura e successivamente da un leggero strato di bolo rosso su cui erano stese le foglie in argento con la tecnica del guazzo e poi brunite. Questa tecnica sicuramente era predisposta per una vernice a mecca che non è stata più ritrovata. L’intervento di ripristino di tale scelta cromatica è consistito nella simulazione della mecca originale mediante sovrapposizione all’argento con un leggero strato di vernice retoucher colorata con pigmento ocra. Questa scelta è stata valutata per rafforzare il principio della reversibilità.

5. PRESCRIZIONI MANUTENTIVE
Si suggerisce di manutenere il bene attraverso semplice operazione di spolveratura con pennellesse morbide o eventualmente aspiratore a bassa potenza della polvere e/o altre impurità come lo sfarinamento della tinteggiatura che cade dalla volta. Fino al restauro del coro si suggerisce trattamento antitarlo annuale.

[1] Il restauro della cantoria, affidato alla Sant’Anna Restauri s.r.l., si è concluso nel dicembre 2009

Fotogallery - clicca sulle immagini per ingrandirle
1. La cantoria prima dell'intervento
2 - La cantoria in corso di restauro
3 - 6. La cantoria restaurata
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