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Brindisini Illustri - CARLO DE MARCO
Nasce
a Brindisi il 12 novembre 1711 uno dei principali artefici
del cambiamento e del riformismo del governo borbonico
di Ferdinando IV. Avviato ali studi dallo zio materno
Antonio Booxich, vicario generale dell'Arcidiocesi,
per poi completarli a Napoli, dove si stabilì.
Qui divenne uno stimato giureconsulto del regno e a
lui furono dati sin dal 1743 compiti di Auditore regio.
Quando Carlo III divenne re di Spagna (1759) lasciando
il trono al giovanissimo figlio Ferdinando, Carlo De
Marco fu chiamato a far parte del Consiglio di Reggenza
presieduto da Tanucci, occupandosi delle riforme che
abolirono quasi del tutto il feudalesimo.
Con il raggiungimento della maggiore età di Ferdinando
IV e la costituzione di un proprio governo, a Carlo
De Marco fu affidato il ministero di Grazia e Giustizia
e degli Affari ecclesiastici, un compito che tenne per
quasi 30 anni, durante il quale abolì gabelle
e pedaggi che gravavano sulla popolazione, ed avvio
il programma di lavoro per la sistemazione del porto
di Brindisi ridotto in palude.
Il primo ministro Acton, successore di Tanucci, spinse
il sovrano a combattere i rivoluzionari francesi, nell'poccasione
il De Marco oltre a favorire utili consigli, mise a
disposizione dell'erario 40mila ducati del proprio patrimonio
per la causa.
Ma nel 1799 il re, rientrato dalla Sicilia dopo i 5
mesi della "Repubblica Partenopea", tolse
al De Marco ogni bene e carica, sospettando, presumibilmente,
di far parte del movimento giacobino.
Morì da sconosciuto privato nel 1809.
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