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La Provincia di Brindisi - MESAGNE
Mesagne
è un centro di notevole importanza sin dall'età
pre-romana, quando era abitata dai Messapi che ne fecero
uno dei loro insediamenti più interessanti come
si evince dai numerosi reperti archeologici ritrovati
nella città e nel suo territorio.
Il suo nome richiama la collocazione geografica e metà
strada tra Brindisi e Oria ("Medianea" città
di mezzo).
Quasi completamente distrutta nel X secolo dai barbari,
rinasce grazie ai normanni nel XII secolo passando poi
sotto la dominazione sveva, quando limperatore
Federico II la cedette ai Cavalieri Teutonici, per poi
essere devastata nel 1256 da Manfredi, il figlio di
Federico II, durate le guerre tra Guelfi e Ghibellini.
Torna a svilupparsi con le dominazioni degli angioini
(1276) e degli aragonesi. Divenuto feudo del principe
di Taranto nel XV secolo, ha vissuto importanti vicende
storiche che hanno colpito l'intero meridione d'Italia.
E' la città
d'arte che meglio rappresenta il barocco pugliese
in tutta la provincia con numerosi esempi su edifici
privati e religiosi.
Il suo centro storico, davvero interessante,
si presenta racchiuso in un circuito a forma di cuore
derivante dallantico sistema difensivo di età
medievale, quando la morfologia dellarea delimitò
quasi naturalmente la cinta muraria, munita di 22 torrette
e di due porte di accesso, oltre al Castrum, lantico
torrione del Castello.
E proprio questo il monumento più importante
della città, il Castello Normanno Svevo
(foto sopra) risale al
1062 quando Roberto il Guiscardo creò una rocca
fortificata. Due secoli dopo fu distrutto dai saraceni
assoldati da Manfredi lo Svevo. La torre quadrata fu
fatta costruire da Giannantonio Del Balzo Orsini nel
1400, nello stesso periodo quando fu costruita anche
la nuova cinta muraria che trova nella Porta Grande
una delle ultime testimonianze.
Oggi il Castello è aperto per le visite guidate
ed una sua ala è sede dell'interessante Museo
Archeologico Territoriale "Granafei".
Lauditorium e le sale al primo piano ospitano
importanti manifestazioni culturali.
Al borgo antico
si accede attraversando da nord Porta Grande,
ricostruita nel 1784, o da Porta Nuova, ricostruita
nel 1702 ad unico fornice con scalinata, lulteriore
ingresso che si apriva sulle antiche mura (Porta Piccola)
fu demolito nel 1834. Nel centro storico si possono
ammirare le lavorazioni sul tufo e i particolari architettonici
sulle facciate, sui portali e i balconi di alcune case
e dei palazzi signorili, come il loggiato di Palazzo
Scazzeri nei pressi della piazza della chiesa Madre.
La
barocca Chiesa Matrice domina piazza IV Novembre
con il bel prospetto composto da tre ordini architettonici
(foto a lato), sormontati
da un timpano e l'interno a croce latina ad unica navata.
Nel tempo è stata soggetta a varie modifiche,
l'attuale fu progettata nel 1650. Importante l'orchestra
e il pulpito in legno (1744) (scheda
e foto).
Di lato alla chiesa,
in vico dei Quercia, linteressante complesso archeologico
di epoca messapica, una necropoli risalente al
XI secolo a.C., che segue anche a lato e ben visibile
dal pavimento in cristallo di alcuni esercizi commerciali.
Poco avanti la bellissima Piazza Orsini del Balzo,
in stile medievale, racchiusa tra il lato est del Castello,
il Palazzo Cavaliere e la chiesa di S.Anna,
edificata per un voto alla Santa e completata nel 1699
(scheda
e foto).
Ritornando
verso il centro e percorrendo via Santacesaria si può
ammirare il bel prospetto del Palazzo Guarini,
allinterno del quale vi è il frantoio
ipogeo, un impianto per la trasformazione dell'olio
del XVIII secolo. E uno dei 25 frantoi presenti
nel centro storico alla fine del XVIII secolo, impianti
che conferivano lolio alle cisterne di stoccaggio
presenti nei sotterranei del castello.
Proseguendo si incontra il bel loggiato di Palazzo
Taberini (foto a lato),
quindi continuando su via Profilo e via Geofilo si giunge
bella piazza Garibaldi, dove spicca lo straordinario
prospetto in stile tardo-barocco della chiesa di
S. Maria in Betlem, con al centro due colonne in
stile dorico con capitello composito (scheda
e foto). Attiguo il Convento dei Celestini,
attualmente sede del Comune.
Uscendo dalla chiese
e imboccando via Federico II si giunge piccolo ma elegante
Teatro Comunale, iniziato nel 1884 è stato
ottimamente restaurato e viene regolarmente utilizzato
per rappresentazioni.
Ancora
avanti si giunge alla chiesa della SS. Annunziata
(foto a lato), a pianta
ottagonale irregolare, costruita nel 1700 come allargamento
di una pre-esistente chiesetta di cui rimane il Portale
della Veronica (scheda
e foto). Accanto alla chiesa vi era il convento
dei Domenicani risalente alla seconda metà del
cinquecento.
Poco distante la piccola ma interessante chiesa bizantina
di San Lorenzo del X sec. (scheda
e foto).
Ritornando verso il centro, nei pressi della Villa Comunale,
dove spicca la colonna della Madonna del Carmine
protettrice della città, vi è la chiesa
dellImmacolata, realizzata sulloriginaria
chiesa del 1425 (scheda
e foto).
Seguendo lateralmente i giardini e proseguendo su via
Camine si giunge al Santuario della Vergine Santissima
del Carmelo, del XVI secolo dal bel portale in stile
tardo-romanico con motivi vegetali e zoomorfi (scheda
e foto).
Alla periferia est
del paese, al termine di via Maja Materdona, sorge il
Santuario di Mater Domini, l'unica chiesa in
città a cupola e pianta a croce greca, eretta
nel 1605 con unico stile architettonico rinascimentale.
La cupola è ricoperta da formelle di maioliche
policrome disposte secondo la tecnica decorativa napoletana
(scheda
e foto).
Poco più avanti il Convento dei Cappuccini,
un impianto cinquecentesco recentemente restaurato,
in uno coi resti di Santa Maria di Stigliano di cui
conserva laffresco (scheda).
Fuori dal centro abitato
le interessanti aree archeologiche di origine messapica
(VI sec. a.C.):
- Muro Tenente, tra Mesagne e Latiano, unarea
di circa 50 ettari che rappresenta lantica Scamnum;
- Muro Maurizio, tra Mesagne e San Pancrazio,
con i resti dellantica cerca muraria di Graxa,
- Malvindi, nellomonima contrada sulla
strada per San Pancrazio (Torre S.Susanna Cellino)
dove sono visibili i resti di un interessante impianto
termale di epoca romana imperiale (I e II sec. d.C.)
Testi
elaborati con la collaborazione di Carmelo Montanaro
Si ringrazia il Comune di Mesagne per le autorizzazioni
e i documenti forniti
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Fotogallery - clicca
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Foto
1 - Frantoio ipogeo
2 - Castello Normanno Svevo
3 - Castello Normanno Svevo. Cortile interno
4 - Porta Nuova
5 - Chiesa di Mater Domini
6 - Chiesa di Sant'Anna in notturna
7 - Particolare di un edificio signorile
8 - Palazzo Guarini. Particolare |
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Link:
» Sito
Ufficiale del Comune
» Le
chiese di Mesagne (Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici)
» Il
Castello normanno-svevo (da Mondimedievali)
» Discover
Mesagne |
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